Storia dell’Oca di Lindovskaya

 

La selezione dell’oca domestica in Oca Lindovskaya:

L’oca di Lindovskaya nasce a metà del XX secolo nella Federazione Russa in seguito all’incrocio di ceppi locali con  alcune oche provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese. Nel dettaglio furono impiegate le oche allevate nelle zone contadine vicine alla città di Adler (cittadina che sorge sulle rive del Mar Nero), quelle tipiche della regione che fa capo alla città di Solnechnogorsk ( a nord/ovest di Mosca).

 

Caratteristiche dell’Oca Linda:

Infine furono incrociate con la famosa oca di Arzamas con lo scopo di aumentarne il peso. Infatti l’oca di Lindovskaya, o più comunemente oca Linda, raggiunge il peso di 8/8.5 Kg, con soggetti che riescono a superare anche i 12 Kg. Nonostante ciò è un’ottima ovaiola in quanto riesce a deporre fino a 60/70 uova per stagione riproduttiva (marzo/giugno).

In origine era allevata anche per produrre il piumino per i capotti, fondamentali fino a pochi decenni fa per sopperire all’inverno russo.

L’oca Linda è generalmente tutta bianca, con tarsi e becco arancioni e occhi azzurri ma sovente possono nascere soggetti pezzati grigio e infatti molti allevatori si stanno adoperando per fissarne il carattere, andando così a formare una nuova colorazione. Come quasi tutte le oche che nella “filogenesi” antenati provenienti dalla Cina manifesta un accenno di corno o nodulo frontale abbastanza pronunciato sempre di colore arancione.

 

Come allevare l’Oca Lindovskaya:

La Federazione russa, e ancor prima l’URSS, ha sempre investito con il suo Ministero dell’Agricoltura nella selezione e nel mantenimento delle razze di oche autoctone limitando fortemente la vendita dei soggetti all’esterno dei propri confini. Le oche infatti erano, e sono tutt’ora, un importante fonte di reddito per il panorama agricolo russo, resistenti al freddo e capaci di difendersi autonomamente da molti predatori (se allevate in stormo), sono ottime pascolatrici e ben si prestano alla vita all’aperto nelle grandi pianure russe. Allo stato brado infatti risultano costare pochissimo agli allevatori e ovviamente non hanno problemi con gli inverni rigidi. La loro dieta infatti deve essere composta prevalentemente di erbe e quantità eccessive di mangime (soprattutto con elevati tenori proteici) possono far incorrere nelle dismetabolia chiamata “ala d’angelo”. Solo nel caso si ricerchi un rapido accrescimento per destinare l’ochino alla macellazione (di solito al quarto/quinto mese di vita) è d’uso alimentarlo con mangime.

In testo che ho preso a riferimento per questo articolo si consiglia di inziare al pascolo gli ochini già dal 18esimo giorno (solo nelle ore diurne) e di lasciarle completamente al pascolo dal 45esimo giorno.  Inoltre si consiglia di integrare la dieta con un mangime con una P.G. (proteina grezza) al 14% fino al 4 mese. Dopo di che si ritiene l’ochino pronto per la tavola avendo superato i 4.5 Kg.

Gli ochini già a 45 giorni sono ben impennati  e la maturità sessuale viene raggiunta all’incirca all’ottavo mese e le uova deposte mediamente pesano tra i 140 gr. (nei primi anni) e i 170 gr (a partire dal secondo/terzo anno).

Come abbiamo provato noi stessi è una razza estremamente facile da allevare e ancora di piu da far nascere anche in incubatrice. Infatti noi abbiamo raggiunto una % di schiusa superiore all’85% in quasi tutte le incubate. Anche la fertilità è molto alta e sia attesta sul 95% delle uova.

A livello sanitario come tutte le oche è estremamente resistente e risulta soggetta solo ad enteriti batteriche facilmente trattabili con colistina solfato (rimandiamo comunque a un parere veterinario) e che si manifesta con un calo dell’appetito e con evidenti problemi alla deambulazione.

Infine vi raccomandiamo di assecondare il suo istinto gregario e di allevarle in stormo, sia con altre oche (anche di altre razze ugualmente socievoli), sia con altri avicoli.

Le nostre oca linda.


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