Quale incubatrice comprare?

Come scegliere l’incubatrice più adatta per i nostri avicoli?

Ormai sul mercato sono presenti tantissimi modelli di incubatrici per avicoli. Questo articolo, frutto di più di tre lustri di allevamento avicolo,  vuole essere un consiglio e una guida per chi si accinge ad acquistarne una.

 

Inoltre vi consigliamo di leggere anche tutti i nostri articoli presenti su www.avicoliornamentali.it

 

Le caratteristiche principali di un’incubatrice.

Partiamo dalle caratteristiche basilari:

  1. numero di uova contenute,
  2. voltauova automatico/manuale,
  3. termostato digitale e termometro a liquido,
  4. igrometro,
  5. coibentazione,
  6. ventilazione.

 

Una piccola parentesi: indice di fertilità e indice di natalità o schiusa.

L’indice di fertilità viene misurato tramite speratura nei primi 7 giorni di incubazione ed identifica la percentuale di uova feconde sul totale. Ad esempio se abbiamo 7 uova fertili su 10 avremo un indice di fertilità del 70%.

L’indice di schiusa o natalità identifica il numero di anatroccoli/pulcini nati sul totale delle uova fertili presenti al momento dell’incubazione. Riprendendo l’esempio precedente se dalle 7 uova nasceranno 5 anatroccoli avremo un indice di schiusa pari al 71% (5×100/7).

 

  • Quante uova contiene un’incubatrice?

Generalmente il numero di uova contenute è riferito alla dimensione standard dell’uovo di gallina (60/80 gr.).

Vi sono due tipologie di incubatrici: alcuni modelli sono realizzati con appositi alloggiamenti specifici per ciascun uovo e di conseguenza il numero di uova incubate rimane fisso ed è indipendente dalla loro dimensione. In questo caso inoltre, potrebbe essere quasi impossibile alloggiarvi uova di notevole dimensione come quelle di oca (fino a 200 gr.).

In altre incubatrici invece è possibile inserire più o meno uova a seconda della loro dimensione, poiché queste non prevedono alloggiamenti specifici e sono adatte a uova di tutte le dimensioni.

 

Nella maggior parte degli allevamenti familiari (meno di 250 capi) abbiamo notato che incubatrici da 40/50 uova sono più che sufficienti (sconsigliamo quelle che contengono meno di 15 uova**).

Il vantaggio di queste macchine risiede nel fatto che non necessitano di una “schiusa” (una seconda macchina ove vengono poste le uova nelle ultime 72/48 ore fino alla nascita dei pulcini).Infatti in machine così piccole si lavora usualmente in “single stage” ovvero si opera in modo che tutte le uova schiudano nello stesso momento (48/72 ore prima va spento o tolto il voltauova).

Nel caso del “single stage” consigliamo di abbassare la temperatura all’interno della macchina gradualmente con il procedere dell’incubazione.

Macchine più capienti è corretto impiegarle in “multi stage”, ovvero si divide la capienza nominale (il numero massimo di uova che può contenere) della macchina (ad esempio un incubatrice da 120 uova) per la durata del ciclo di incubazione espresso in settimane (ad esempio per le galline 3 settimane o 21 giorni, per le anatre domestiche/tacchini 4 settimane o 28 giorni, anatre mute 5 settimane o 35 giorni). In questo modo sapremo quale frazione dell’incubatrice potremo riempire settimanalmente: galline 1/3, anatre domestiche/tacchini 1/4, anatre mute 1/5.

Ovviamente le uova andranno incubate avendo come riferimento sempre lo stesso giorno della settimana, nel nostro caso ad esempio è il mercoledì per gli avicoli con ciclo di incubazione multiplo di 7 giorni (anatre domestiche 28, anatre mute 35, tacchini 28 e galline 21) mentre le oche (30 giorni) andranno incubate tutti i lunedì e le anatre nane (26 giorni) tutti i giovedì*.

In questo modo coesisteranno all’interno della macchina uova in differenti stadi di sviluppo non sarà necessario abbassare progressivamente la temperatura all’interno della macchina durante il ciclo.

Alcune Ditte forniscono queste macchine di un apposito cestello di schiusa in fondo alla macchina ma noi ve lo sconsigliamo perché far nascere dei pulcini nella medesima macchina ove altri embrioni si stanno sviluppando potrebbe pregiudicarne lo sviluppo. Potrebbe inoltre limitare notevolmente l’indice di natalità a causa di una condizione poco igienica dovuta alla nascita dei pulcini la quale comporta un’improvvisa impennata della popolazione microbica dovuta alle loro deiezioni. Inoltre molti avicoli hanno necessità di una diversa temperatura e umidità in fase di schiusa.

Un ulteriore vantaggio è che operando con un incubatrice distinta dalla schiusa la prima rimarrà sempre pulita e manterrà il suo valore anche a distanza di anni.

**Sconsigliamo seriamente l’acquisto di incubatrici di piccole dimensioni (3/15 uova di capienza) perché temiamo che la necessità di contenere i costi per rendere appetibili queste macchine al consumatore, limiti la qualità dei materiali impiegati per fabbricarli.

Riteniamo infatti che i costi più consistenti nella fabbricazione di un’incubatrice siano dovuti al computer/scheda elettronica, ai sensori di umidità e temperatura e dal display. Queste parti sono necessarie in tutte le macchine indipendentemente dalla loro dimensione e dalla capacità di uova che possono contenere. Le sole differenze tra una macchina piccola e una più grande saranno date dalla resistenza (che dovrà scaldare un ambiente più grande), dalla ventola (che dovrà mantenere la medesima temperatura in un volume maggiore), e qualche metro quadro di legno o pannello sandwich in più. Di conseguenza temiamo che questa esimia differenza non potrebbe giustificare differenze di prezzo tali da poter rendere conveniente incubatrici così piccole.

*Incubiamo le anatre nane il giovedì anziché il venerdì per far nascere questi anatroccoli un giorno prima rispetto agli altri. In questo modo possono uscire dall’uovo senza anatroccoli di altre razze più grandi, li infastidiscano riducendone l’indice di schiusa.

 

  • Voltauova automatico VS voltauova manuale.

Il voltauova è fondamentale per evitare che l’embrione in sviluppo muoia toccando la parete interna dell’uovo. Rotazioni poco frequenti delle uova (meno di una rotazione ogni 5/6 ore) possono causare problemi alla deambulazione, alla postura del collo del pulcino o pregiudicarne la nascita. Generalmente le macchine automatiche ruotano le uova ogni 2 o 3 ore.

Premesso quanto sopra è ovvio che sconsigliamo fortemente macchine sprovviste del voltauova automatico.

 

  • Termostato digitale, termometro a liquido.

Tutte le incubatrici sono provviste di un termostato digitale, questo accende o spegne la resistenza che genera il calore necessario a mantenere la temperatura all’interno della macchina idonea allo sviluppo dell’embrione.

Inoltre, i modelli a nostro parere più seri, sono anche dotati di un termometro ad alcol (o a mercurio). Questo è fondamentale e va controllato quotidianamente. La lettura del termometro infatti deve combaciare con quella del display digitale, se non corrisponde quest’ultimo va riprogrammato prendendo per esatta la temperatura indicata dal termometro a liquido.

 

  • Igrometro.

Questo strumento è utilizzato per conoscere l’umidità presente all’interno dell’incubatrice. Infatti l’umidità riveste un ruolo importantissimo nel massimizzare l’indice di schiusa e consigliamo di acquistare machine che comprendano oltre all’igrometro digitale anche un “igrometro a bulbo umido”.

 

  • Luce e coibentazione.

Sia l’incubatrice che la schiusa per massimizzare l’indice di natalità devono essere poste al buio e in una stanza a temperatura e umidità costanti. Ad esempio negli incubatoi professionali le macchine vengono tenute in locali climatizzati con specifiche temperature e umidità. Sono tra l’altro locali sigillati alle eventuali correnti d’aria che potrebbero modificare i parametri ambientali, pregiudicando così la schiusa dei pulcini.

Di conseguenza risulta di primaria importanza che la macchina sia composta da materiale isolante come legno, o ancora meglio, da pannelli sandwich. Questo permetterà di ridurre i consumi elettrici.

Molte macchine hanno un oblò in plastica trasparente per poter osservare all’interno, se è di piccole dimensioni non è un problema, se invece l’oblò è molto grande consigliamo di montarci uno sportello davanti con due cardini e un chiavistello.

In commercio ci sono molte incubatrici ad uso amatoriale, e dal prezzo contenuto, con la scocca in plastica e il coperchio trasparente. E’ ovvio che queste macchine forniscono una limitata protezione agli embrioni in via di sviluppo, sia per escursioni termiche sia per le correnti d’aria.

 

  • Ventilazione.

La ventilazione ha due scopi sostanziali, il primo è di rendere uguale  la temperatura in tutta la macchina evitando formazioni di punti caldi o freddi. Per questo ci deve essere una ventola adeguata, proporzionata alle dimensioni e dotata di potenziometro per regolarne la velocità (in fase di schiusa andrà rallentata in caso di anatre o oche).

Il secondo è controllare lo scambio gassoso con l’ambiente esterno, infatti le uova all’interno consumano ossigeno ed emettono anidride carbonica che va eliminata tramite l’apertura o la chiusura parziale delle bocchette.

Nel caso poi di anatre e oche consigliamo di sigillare la schiusa nelle prime 36 h circa in modo aumentare la percentuale di anidride carbonica all’interno. Questa andrà a legarsi con il vapore acqueo formando acido carbonico che precipiterà sulle uova intaccando il carbonato di calcio e magnesio del guscio, facilitando l’uscita dell’anatroccolo.

 

 

 

 

 

Ma come funziona un incubatrice?

Il funzionamento di un incubatrice è sostanzialmente semplice. Il cuore è composto da una scheda elettronica o nei modelli più evoluti da un computer. A questo sono collegati i sensori di temperatura e umidità e il relativo display. Se la temperatura all’interno della macchina è più bassa di quella programmata il computer accende la resistenza elettrica ( e con essa spesso anche un piccolo Led) e la spegne una volta che la macchina è arrivata alla temperatura programmata.

E’ importante ricordare che la resistenza, una volta spenta, non si raffredda immediatamente ma che continuerà ad aumentare la temperatura all’interno della macchina di qualche decimo di grado.

Di contro, quando la temperatura scende sotto il valore programmato, anche se accesa tempestivamente dal computer, la resistenza non riuscirà a scaldarsi immediatamente e nel frattempo la temperatura potrebbe continuare a scendere per qualche istante di alcuni decimi di grado.

Il valore di queste escursioni è inversamente proporzionale alla qualità della macchina e, nel caso di razze suscettibili a stress termici, potrebbe ridurre l’indice di natalità.

Però un sensore poco preciso, e quindi a buon mercato, potrebbe non avere la sensibilità per leggere queste escursioni facendoci credere che esse non vi siano.

In fin dei conti basta andare in un qualunque negozio di attrezzature elettroniche per scoprire che di sensori ce ne sono di tutti i prezzi e con gradi di affidabilità diversi. Spesso un semplice sensore può costare anche più di qualche incubatrice.

Le altre due componenti principali sono il voltauova, che ciclicamente ruota le uova e la ventola che sarebbe opportuno poter regolare.

 

 

 

Quanto costa un’incubatrice?  

E soprattutto quali animali vogliamo far nascere?

 

Quanto costa un incubatrice? Il prezzo è dato sostanzialmente da tre fattori: la dimensione (espressa in numero di uova contenute), la qualità dei materiali di cui è composta (sensori, computer, pannelli sandwich ecce cc) e gli optional richiesti (collegamento USB, umidificatore ecce cc).

Noi aggiungiamo anche un’ulteriore riflessione: la razza o specie avicola che vogliamo far riprodurre.

E’ fondamentale capire infatti che differenti razze o specie tollerano gli stress in incubazione in maniera dissimile. Di conseguenza per uova più “delicate”, ovvero che appartengono a razze più selezionate o specie selvatiche, sarà necessario acquistare incubatrici maggiormente precise e quindi costose. Per le altre potrebbero essere sufficienti anche marche più economiche. Un paragone calzante può essere il vostro meccanico di fiducia: ottimo per la vostra automobile ma forse non proprio indicato per una supercar della Ferrari.

 

 

Riccardo Cellini

Inoltre vi consigliamo di leggere anche tutti i nostri articoli presenti su www.avicoliornamentali.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo articolo vuole essere un compendio di consigli frutto delle nostre esperienze e valutazioni, non vuole assolutamente sostituirsi ai manuali e alle schede tecniche delle incubatrici da voi acquistate e che vanno sempre rispettati.


Hit Counter provided by orange county divorce attorney
0